Per Microsoft, il futuro del videogame prevederà anche titoli "ubiqui". Cioè che potranno essere giocati ovunque ci si trovi e facendo ricorso a smartphone, console e pc.
La novità è che non si perderà lo stato di avanzamento del gioco, anzi, a prescindere dall'apparecchio si ripartirà esattamente da dove è stato lasciato il livello in corso. Fantascienza? No, una realtà dimostrata durante il TechEd, cioè l'evento dedicato agli sviluppatori, che Microsoft ha tenuto a Dubai. Lo ha fatto vedere Erid Rudder, uno dei vice presidenti dell'azienda di Redmond, per dimostrare che Xbox, Windows 7 e Windows Mobile 7 condividono oltre il 90 per cento del codice di un gioco. Ebbene, durante la dimostrazione sul palco, Rudder ha messo in mostra una schermata di un computer con Seven durante una partita con un platform ispirato a Indiana Jones, successivamente si è trasferito sullo smartphone con Mobile 7 per tentare di superare lo stesso livello e, infine, ci ha provato sulla Xbox 360; per la cronaca finendo miseramente in tutti i casi. Come ha sottolineato il portavoce di Microsoft, questo tipo di approccio "cloud" ai giochi è solo un esempio di cosa si possa ottenere centralizzando i dati delle applicazioni e distribuendoli nella forma e nel modo adeguato sui vari dispositivi connessi a Internet. Un potenziale che non è legato solo al mondo dei videogame, dove potrebbe davvero stravolgere alcune delle ferree regole che valgono oggi (come per esempio la non comunicazione tra i vari tipi di apparecchi). Ma che per estensione potrebbe arrivare a qualsiasi tipo di software. Ebbene, Rudder ci ha tenuto a precisare che gli strumenti di sviluppo di Redmond sono già pronti a cogliere tutte le opportunità di un ecosistema cloud.
Fonte notizia: Il Sole 24 ORE
Data Pubblicazione: 09/03/2010
Inserita da: Chi